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Sono quasi vent’anni che mi dedico alla chirurgia vertebrale sempre cercando di migliorare i risultati dei nostri interventi chirurgici. Purtroppo, mi sono scontrato con un tasso di complicazioni elevato che inficiano i buoni risultati.
Le procedure chirurgiche spinali più comuni, come la fusione e la laminectomia lombare, sono situate tra le prime 10 procedure ortopediche con più alti tassi di eventi avversi durante i primi 30 giorni post-operatori (18,6%). Il tasso di complicazioni è ancora elevato anche in altri settori dell’ortopedia. Chi di noi assumerebbe una pillola con il rischio di avere un evento avverso nel 18,6% dei casi? Ciò introduce il concetto di sicurezza delle cure che, nel nostro settore chirurgico può essere ampiamente migliorato.
La ricerca aeronautica ha dimostrato che la maggior parte delle principali cause di incidenti aerei è stato un errore umano, e che i problemi principali sono stati fallimenti di comunicazione interpersonale, leadership, e il processo decisionale nella cabina di pilotaggio. La formazione di una vasta gamma di conoscenze, abilità e attitudini come le comunicazioni, la conoscenza della situazione, il problem solving, il processo decisionale, e il lavoro di squadra ha creato un sistema di gestione che sfrutta in modo ottimale tutte le risorse disponibili – attrezzature, procedure, persone - promuovendo e favorendo la sicurezza e l'efficienza delle operazioni di volo.
Questo incontro vuole approfondire alcuni strumenti che i sistemi sanitari hanno copiato dall’aeronautica per migliorare la sicurezza delle cure.
La Surgery Safety Checklist proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2008 è da tempo in uso in molti nostri ospedali. Anch’io personalmente, da buon chirurgo, l’ho accolta con grande diffidenza, come un nuovo strumento della burocrazia sanitaria da sbrigare in sala operatoria, ma i dati prodotti dalla sua applicazione mi hanno fatto ricredere.
Speriamo che gli argomenti trattati possano agire da parabole per convertire altre figure sanitarie all’impiego di questi strumenti che ancora oggi trovano un’applicazione del tutto passiva, senza quindi sortire l’effetto desiderato. Il loro corretto impiego implica in primo luogo credere che servano al paziente, nostro unico fine comune, e necessita di un’adeguata organizzazione sanitaria, ma sicuramente potrà aiutarci a rendere più sicura la chirurgia ortopedica che speriamo, un giorno, i pazienti potranno affrontare con la sicurezza offerta da un volo aereo.

L’organizzatore del Corso

Giovanni Barbanti Brodano